| Anno
| Descrizione
| 1600 |
la facciata del convento dei Celestini annesso alla basilica vede l'intervento di due artisti: Giuseppe Zimbalo nell'ordine inferiore, che passa la mano al collega Giuseppe Cino. Il convento dei Celestini rappresenta il momento più singolare della vicenda artistica salentina, la parabola che dimostra il riscatto del barocco leccese dalla sudditanza alla cultura spagnola e l'affermazione dell'autonomia stilistica, raggiunta attraverso la rielaborazione delle culture veneta, napoletana e siciliana e l'innesto di queste nella tradizione architettonica locale, derivata dai modelli bizantino-medievali. Giuseppe Cino è stato anche autore del Seminario, voluto dal vescovo Pappacoda, ed anche delle chiese di S.Chiara e del Carmine. Infine assieme a Giuseppe Zimbalo ha costruito il Palazzo del governo: si tratta dell'ex convento dei Celestini, della seconda metà del 1600. La facciata a bugnato, spartita da lesene e con finestre dalle elaborate cornici. All'interno si apre un cortile modificato nell'800 nascondendo una delle colonne binate nei pilastri. |
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