| Concepita come un grande altare, la facciata di Santa Croce concentra in un unico linguaggio le espressioni artistiche elaborate da diverse generazioni nell'arco di un secolo: Gabriele Riccardi nell'ordine inferiore e Cesare Penna nell'ordine superiore. Riccardi, nel 1582, dispiega un forte senso prospettico nell'ordine inferiore della chiesa, esaltato dalla forte cesura rappresentata dal lungo balcone, sorretto da mensole-cariatidi, poste a simboleggiare il paganesimo soggiogato dalla forza del credo cristiano. Questo stesso ordine è arricchito da cartigli dell'Antico Testamento, con versi dal libro dei Maccabei, mescolati agli stemmi di Filippo II, Gualtieri VI di Brienne e di Maria d'Enghien, reggitori del Salentino, e integrati dalla simbologia propria dell'ordine dei Celestini e dall'onnipresente croce di Gerusalemme. La parte superiore della basilica è, nella sua interezza, il simbolo del Barocco leccese; trionfi di fiori e frutta, ghirlande e puttini trattengono lo sguardo, suscitando nell'osservatore continue sorprese e meraviglia.Gabriele Riccardi è famoso anche per il suo grande prespe che occupò tutto l'altare della cattdrale di Lecce.
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