La pietra leccese, un tempo definita il marmo dei poveri, è un materiale naturale tra i più pregiati della Puglia. La città di Lecce sorge proprio in una zona di affioramento di questa roccia, che è presente solo in questi luoghi nella penisola salentina.
Questa pietra calcarea, molto resistente all'usura del tempo, è unica nel nostro paese, rara nel mondo (una pietra simile si trova solo sull’ isola di Malta). Di colore giallo paglierino, è composta in gran parte da carbonato di calcio, carbonato di magnesio, argilla e sabbia.
Lab. TracceE' probabile che tale roccia si sia formata nel periodo Miocenico dal fango marino prosciugato e compresso, spiegato dalla presenza al suo interno di molti fossili di fauna marina. La pietra viene estratta in cave a cielo aperto sparse nei territori dei comuni di Lecce, Corigliano, Melpignano, Cursi e Maglie, a una profondità che varia da 1 a 40 metri circa; la durezza e la densità variano a seconda della profondità dei sedimenti. I banchi calcarei superficiali, più morbidi, sono utilizzati per l'estrazione di pietra da utilizzare per realizzare sculture e decorazioni; dai banchi profondi, di pietra più dura, si estrae il materiale da impiegare nell'edilizia, per piani di calpestio o la pietra refrattaria utilizzata per i caminetti.
La lavorazione artigianale della pietra leccese ha da sempre assunto un significato artistico e storico: sin dal Medio Evo, la bellezza e la duttilità di questa pietra hanno richiamato l’attenzione di architetti e scultori locali. Evidenti i bellissimi esempi di architettura in pietra nelle numerose varietà di elementi costruttivi, delle decorazioni presenti in tanti monumenti ed edifici di tipo religioso nel Salento.
In questi ultimi anni si è assistito ad un ritorno d’interesse per la lavorazione di questo materiale, sia per l’architettura che per gli oggetti di artigianato.
La lavorazione avviene ancora quasi interamente a mano con metodologie tramandate da generazioni con l'utilizzo di vecchi arnesi di lavorazione quali scalpello, sega, pialla e raspa, lasciando all'abilità dell'esperto artigiano e alla sua creatività, l'elaborazione di oggetti unici nel suo genere, dai portacenere ai tavolini, orologi e lumi, fino alle sculture, vere opere d'arte.

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Maestri scalpellini:

Nuzzo Barba (n.1460)
Giuseppe Cino (n.?)
Giuseppe De Cupertinis (n.?)

Vespasiano Genuino (n.?)
Cesare Penna (n. 1607)
Gabriele Riccardi (n.1524)

Giuseppe Zimbalo (n.1620)


Artisti e imprese contemporanee:

Archè
Artefare
Renzo Buttazzo
Oronzo Carlino

Alfredo Cesano
Gabriele Pici
Pietra Taurina

Pitardi
Prasa Design
Massimiliano Rollo


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